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Dallo staff di Gurren Lagann: Kill La Kill, dure lotte tra studentesse

Posted by Chad on 10 May 2013. 0 commenti
La redazione del magazine Newtype ha iniziato a svelare - nel numero di giugno -  i primi particolari del nuovo progetto a cui da alcuni mesi stà lavorando Hiroyuki Imaishi (Sfondamento dei Cieli Gurren Lagann, Panty & Stocking with Garterbelt). Ricordiamo che, conclusa la fruttuosa esperienza nella Gainax, compagnia per la quale ha creato le sue opere più importanti, dallo scorso anno il regista ha formato il piccolo, ma agguerrito Studio Trigger, del quale fanno parte diversi menbri dello staff della sua vecchia società. Il nuovo progetto, intitolato Kill La Kill, consisterà in una serie televisiva, che andrà in onda per 2 kuru (6 mesi). Lo sfondo dell'anime sarà quello di combattimenti in un'ambito studentesco, ma non si tratterà di semplici scontri, verranno esaminati i cupi temi della vendetta e del predominio.
La storia ruoterà attorno a due studentesse, Ryuko Matoi (a sinistra nelle immagini di Newtype) e Satsuki Kiryuin (a destra), impegnate  a combattere l'una contro l'altra in una feroce lotta.  In un campus nel quale, più che lo studio, sembra dominare la legge del più forte, l'arrivo di Satsuki, armata di una spada e di voglia di vendetta, sconvolgerà ogni equilibrio.

Nella serie Imaishi svolge il ruolo di regista; Kazuki Nakashima (Sfondamento dei Cieli Gurren Lagann, Nodame Cantabile: Finale, Re Cutie Honey) contribuirà alla supervisione ed alla stesura della sceneggiatura; la realizzazione del character design è affidata a Sushio, autore noto agli appassionati per esser stato key animator di Sfondamento dei Cieli Gurren Lagann e dei film dedicati alla quadrilogia di Evangelion, oltre che character designer di Engage Planet Kiss Dum. Le animazioni della serie verranno realizzate dallo Studio Trigger.

Il sito ufficiale dedicato all'anime è stato registrato, ma per ora non risulta attivo.

Aggredito un cosplayer al Comicon 2013: la parola agli interessati

Posted by Chad on 29 Apr 2013. 1 commento

Nella giornata di sabato 27 aprile il tam tam delle rete ha diffuso la poco felice notizia di una aggressione di gruppo ai danni di un cosplayer in quel del Comicon, l'annuale fiera del fumetto di Napoli. Il cosplayer in questione si è rivelato poi essere Gennaro Aliperti, ragazzo conosciuto nell'ambiente, presente su worldcosplay.net e vincitore nella categoria miglior costume maschile allo stesso Comicon di due anni fa.
Riportiamo le sue stesse parole dalla sua pagina Facebook:

"Il mio giudizio riguardo la giornata di oggi.
Bene volevo solo dire di quanto sono deluso, incazzato, di quanta rabbia provo in questo momento per ciò che e’ accaduto oggi. Oggi al Napoli comicon sono stato aggredito da un gruppo di ragazzi mentre giravo in cosplay, per la cronaca ero il Power ranger rosso, bene, ero appena entrato in fiera e stavo sul viale delle fontane quando un gruppo di ragazzi mi hanno accerchiato e stringendomi hanno iniziato a darmi schiaffi e calci. Ovviamente il costume e’ andato distrutto, sono andato dalla sicurezza per spiegare l’accaduto ma i colpevoli ovviamente non sono stati trovati dato che erano tanti e con il casco addosso vedevo poco e soprattutto respiravo male data l’agitazione, siccome non sapevo chi fosse stato mi sono rivolto a un commissariato di polizia per sporgere denuncia contro l’organizzazione ma mi hanno detto che non potevo……morale della favola non posso far nulla per ottenere giustizia…. Me ne sono andato pieno di rabbia, e non posso credere a ciò che e’ successo, ero venuto per divertirmi e per stare tra la gente con un bel costume ma sono stato solo danneggiato. Volevo ringraziare l’organizzazione del Napoli Comicon per permettere che accadano queste cose, perché ovviamente e’ successo a me ma ricordo che c’erano anche dei bambini li, e se fosse successo a un bambino sarebbe stato molto peggio. Volevo ringraziare la sicurezza soprattutto che controlla davvero con il culo chi entra in fiera, complimenti davvero, inutile dire che non verro’ mai più a una fiera del genere e esorto a non andarci anche chi come ama divertirsi e fare cosplay, ormai il comicon e’ solo un covo di vandali, e spero vivamente che tutti seguano il mio consiglio.
Detto ciò basta cosi, spero che vengano presi seri provvedimenti, perché a uscirne danneggiato sono stato io sia moralmente e sia economicamente dato che per realizzare il mio costume ho speso molti soldi…ora non mi rimane più nulla, solo rabbia nel cuore. Buona giornata a tutti."

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Level E di Yoshihiro Togashi: Recensione

Posted by Chad on 23 Apr 2013. 0 commenti
Level E 1“Al momento attuale, la terra è abitata da qualche centinaio di specie di extraterrestri che vanno, vengono, si danno il cambio e intrattengono fra loro rapporti interpersonali. Gli unici che non si sono ancora accorti di questo grande traffico sono i terrestri...” Sarò sincero: Level E mi ha divertito; mi ha divertito con semplicità ed intelligenza, facendomi respirare una ventata d'aria fresca[1] rispetto l'affollamento di manga cupi e seriosi che spesso invadono le fumetterie.
Ben volentieri ho letto i tre volumi di questa serie riassaporando la grandissima vena creativa di Yoshihiro Togashi e scoprendo un'opera tanto spensierata quanto divertente.

L’incipit iniziale è banale ma efficace:
Yukitaka Tsutsui, terrestre, va a vivere da solo dopo aver convinto i suoi genitori a fargli frequentare una scuola lontano da casa, purtroppo a sua insaputa troverà all’interno della nuova abitazione Baka: un ragazzo dai lineamenti tipicamente umani che, con una spensieratezza fuori dalla norma, si presenterà come un alieno precipitato sulla terra e, a causa del forte impatto nell’atterraggio di fortuna, senza più memoria. Preferisco non prolungarmi con la trama: rischierei d’anticipare avvenimenti inattesi quanto imprevedibili.

Cosa rende questo manga diverso dagli altri? Tante cosucce che fanno la felicità di ogni appassionato di Togashi: da metà del primo volume tutte le certezze del lettore si sgretolano e questa opera, inizialmente di ambientazione fantascientifica con sfumature enigmatiche tipiche di X-Files, diventa una lettura ironica, assai allegra, scritta e ideata da un genio della penna capace di creare mondi[2] con una naturalezza impressionante.
La sensazione che si prova è quella di star leggendo una serie sperimentale: Togashi, evidentemente ripresosi dal crollo psicologico conseguente 
Yu degli Spettri, decide di tuffarsi nella sperimentazione a livello narrativo: consapevole d'essere libero di disegnare ciò che vuole, entro il volere degli editori, racconta storie
 variegate e inusuali, capaci di stuzzicare la curiosità del lettore con limpida disinvoltura; concepisce protagonisti fuori di testa, vitali quanto originali, pronti a rompere i canonici allineamenti morali ed etici che determinano i loro comportamenti[3] e trame compresse in pochi capitoli ma dagli epiloghi sempre esilaranti e convincenti.
I tre volumi della serie contengono storie autoconclusive in cui si alternano più comprimari – da Yukitaka Tsutsui ad alcuni bambini delle elementari, passando per numerosissimi alieni – tutti uniti dalla conoscenza di Baka, vero e proprio protagonista assoluto, merito ciò di una caratterizzazione riuscitissima e piuttosto folle, scelta in certi versi ardita, ma ricompensata da alcuni momenti di straordinaria carica umoristica.

Lo stile usato dall'autore si distacca gradevolmente da quello sfruttato in Yu degli Spettri avvicinandosi ai volumi più “realistici” di Hunter x Hunter: un forte realismo si alterna ad ambientazioni visionarie e stravaganti; il disegno si mostra, quindi, squisitamente versatile, capace di sorreggere pienamente una sceneggiatura ricca di cambi 
Level 3
registici e di rendere al meglio le moltissime – inaspettate – gag presenti. Meravigliose, inoltre, le varie illustrazioni che aprono e chiudono i capitoli: piccole perle che mostrano il lato più talentuoso di Togashi nel disegno.

Il manga è pubblicato in Italia da Planet Manga, in un formato che forse  risulta un po' sacrificato per questo tipo di prodotto, soprattutto considerando la particolarità dei disegni di questo autore; formato che inoltre fa soffrire la lettura visto che causa il rimpicciolimento dei moltissimi dialoghi presenti ad ogni pagina. Ma si tratta dello stesso identico formato dell'edizione giapponese, quindi c'è poco da fare.
Per il resto l'edizione si dimostra, soprattutto per quel che riguarda i materiali, ineccepibile: carta bianca e di buona grammatura, brossura resistente, ottima resa dei retini e sovraccoperta. Purtroppo non si può dire lo stesso dell'adattamento: mi sono imbattuto in alcuni dialoghi  che risultavano legnosi quanto a tratti insensati[5], errori di lettering[6] e l'uso francamente eccessivo di pecette[7]. Insomma non sarebbe guastata più attenzione sotto questo aspetto, e avrebbe sicuramente impreziosito la lettura.

Level E, quindi, si dimostra un recipiente di idee: dai riferimenti a Dragon Quest e Super Sentai[8] alla grande inventiva usata nella creazione di un universo completo di alieni dalle diverse culture; un manga che definirei schizofrenico, dalle svariate facce narrative e con l'innata capacità di far ridere trattando temi adulti e ingegnosi. Un'opera in cui Togashi mostra di cosa è capace quando può permettersi di scrivere e disegnare ciò che vuole, senza restrizioni di alcun tipo o il bisogno di mantenere alto il numero di lettori; un Togashi che descriverei a proprio agio con il tema trattato, creativo e sfrenato alle prese di un mondo in cui tutto gli è lecito e che dimostra con fragorosa bravura come si possono scrivere e disegnare episodi sorprendenti in poche pagine.
Un talento, il suo, raramente riscontrabile in altri mangaka e che spero di poter rileggere il prima possibile una volta conclusa questa grande fatica che, oggigiorno, cerca di portare a termine[9].

NOTE:
[1]: Il fatto che “Level E” sia un prodotto del 1995 fa, comunque, ben riflettere sulla differenza tra la mia concezione di “una ventata d'aria fresca” e quella degli editori giapponesi.
[2]: Per “mondi” intendo: culture, specie animali, lingue, religioni, situazione politiche e tanti altri dettagli che richiederebbero ore di progettazione nonché un'alta conoscenza dei temi trattati.
[3]: In parole povere non rischierete di leggere scontate situazioni in cui il protagonista è il buono della storia e l'antagonista il terribile malvagio da sconfiggere.
[4]: Righello alla mano 11,5 X 17,5 cm (millimetro più, millimetro meno).
[5]: Difetto che ho particolarmente notato nel secondo volume.
[6]: Secondo volume, pagina 143, quarta vignetta; vi è un balloon vuoto.
[7]: Secondo volume, pagina 149, capitolo 10 tra i più evidenti.
[8]: Classico show televisivo giapponese, simile ai “Power Rangers”.
[9]: Parlo di “Hunter x Hunter” per chi non l'avesse capito.

Fonte: AnimeClick.it

I manga e i mangaka candidati agli Eisner Awards 2013

Posted by Chad on 17 Apr 2013. 0 commenti

La giuria dell’Oscar del fumetto nordamericano ha annunciato le opere e gli autori candidati all’edizione 2013 del prestigioso Premio Eisner.

I vincitori verranno premiati nella serata di gala del 19 Luglio che si terrà presso il Comic-Con International di San Diego.

Vediamo intanto i manga e i mangaka in competizione.

Katsuya Terada (Blood The Last Vampire) concorre nella categoria “Miglior Pittore/Artista Multimediale (interni)” per il suo lavoro in Saiyukiden Vol. 2, pubblicato negli USA da Dark Horse e in Italia da JPOP.

A contendersi la categoria “Miglior Edizione USA di Materiale Internazionale – Asia” troviamo:

20th Century Boys
di Naoki Urasawa
Viz Media (Planet Manga)

Barbara
di Osamu Tezuka
Digital Manga Inc. (inedito in Italia)

NonNonBa
di Shigeru Mizuki
Drawn and Quarterly (Rizzoli Lizard)

Thermae Romae
di Mari Yamazaki
Yen Press (Star Comics)

20 Century BoysBarbaraNonnonbaI THERMAE ROMAE

Fonte: MangaForever

L♥DK, in arrivo un film per lo shoujo di Ayu Watanabe

Posted by Chad on 16 Apr 2013. 1 commento
Secondo quanto apprendiamo da Comic Natalie, L♥DK, shoujo manga di Ayu Watanabe, beneficerà di una trasposizione cinematografica (la fonte non specifica ancora la tipologia dell'adattamento). Dettagli sull'inizio della produzione verranno riportati sul prossimo numero (per la precisione il sesto del 2013) di Betsufure, storico mensile di casa Kodansha, programmato per il 13 maggio. Il dodicesimo volume del manga, avviato dall'autrice nel 2009 e tuttora in corso, sarà ugualmente sugli scaffali il 13 maggio. 

Aoi decide di andare a dire quattro parole al belloccio che ha brutalmente scaricato la sua migliore amica Moe; tuttavia, questo "principino" dal bel visino si rivela un uomo dal sangue freddo, che la liquida senza nemmeno ascoltarla. Che fare?! Moe preferisce lasciare perdere, e Aoi la asseconda, cercando di dimenticare l'accaduto, finché non bussa alla porta il nuovo vicino di casa di quest'ultima...

Happy! di Naoki Urasawa: Recensione

Posted by Chad on 08 Apr 2013. 0 commenti
Abbiamo inparato a conoscere ed apprezzare Naoki Urasawa innanzitutto per i suoi coinvolgenti thriller, anche perché è su di essi che si puntò anni fa per il debutto in Italia. Ma prima della caccia al serial killer di Monster, prima dei complotti fantapolitici di 20th Century Boys, prima dell’omaggio tezukiano di Pluto o ancora dei grandi retroscena della storia dell’umanità svelati in Billy Bat, e cioè prima di tutti i suoi lavori più noti da noi, ci son state le commedie sportive.
In particolar modo Yawara! (1986-1993) fu un’opera che contribuì significativamente all’affermazione di Urasawacome mangaka. Quando finì di disegnarlo nel 1993, però, egli aveva in mente di mettersi al lavoro su di un manga con tematiche thriller (ricordiamo che nel frattempo lavorava già a Master Keaton su Big Comic Original, portato avanti in contemporanea a Yawara! e che si sarebbe concluso di lì ad un anno, nel 1994); ma i responsabili diBig Comic Spirits insistettero affinché egli tentasse di bissare il successo inaspettato sopraggiunto con Yawara!dedicandosi ad una nuova commedia sportiva.
Così il “progetto Monster” venne momentaneamente accantonato, e nel 1993 Urasawa cominciò a lavorare su Happy!, senza in verità aver neanche deciso - fino a poche settimane prima di prendere in mano il pennino - quale sport trattare in questo suo nuovo manga.
Inizialmente pensò alla pallavolo, ma si rese presto conto che le similitudini nello sviluppo e le finalità narrative con Yawara! sarebbero state troppe, inevitabili ed evidenti; e non aveva senso riciclarsi. Se doveva occuparsi di una nuova commedia sportiva, ci voleva uno sport diversissimo, che soprattutto gli permettesse di toccare temi che non gli era stato possibile affrontare conYawara!. Alla fine realizzò che il contesto ideale poteva essere il mondo professionistico del tennis, una realtà dura, spietata e attorno cui gravitano grandi quantità di denaro.

Il denaro… si, perché il motore di questa storia è il denaro. Sarà in effetti difficile da concepire un concetto simile, per chi è abituato a quelle opere a tema sportivo che fanno della passione, la dedizione, il sacrificio e l’amore per una disciplina, il traino della storia; ma in Happy! la nostra protagonista “combatte” per denaro.
Miyuki Umino infatti è una ragazza che si barcamena tra lo studio ed il lavoro per sostenere se stessa e i suoi tre piccoli e pestiferi fratellini che vivono assieme a lei in un minuscolo appartamento. Un brutto giorno però bussano alla sua porta dei creditori: il fratellone, che non vede da molto tempo ormai e che attualmente è irreperibile, si è cacciato nei guai indebitandosi presso una losca società di credito di una somma mostruosa: 250.000.000 di yen.
Diventa presto evidente che la ragazza, pur abbandonando gli studi e dedicandosi a più lavori, non sarebbe mai in grado di onorare tale debito, e gli stessi creditori vogliono costringerla a intraprendere la via della prostituzione in modo da racimolare abbastanza denaro in tempi ragionevoli.
Miyuki non ha nessuno a cui chiedere aiuto, non ha genitori, non ha parenti, e sa che deve cavarsela da sola. Perciò decide di puntare il tutto per tutto, tornando a dedicarsi allo sport che non praticava da anni, sperando di riuscire a sfondare come professionista e guadagnare cifre astronomiche; così riprende in mano la racchetta da tennis.
Happy! - Kajiki, Sayori e Sango
Chiariamo subito che, pur trattandosi di un manga di genere sportivo, in realtà lo sport non è il protagonista indiscusso, o meglio, potremmo dire che quel che avviene fuori dal campo da tennis è altrettanto importante, o forse anche di più.
Il tennis, definito nel manga come il più spietato sport da combattimento senza spargimenti di sangue che esista, forse diventa più una metafora della vita per Miyuki Umino.
È un equilibrio molto ben riuscito quello di Happy!: l’incipit intrigante e diverso dal solito dona un pizzico di pepe in più alla componente sportiva, anche se poi il fattore commedia rimane sempre molto importante, forse preponderante.
So che a molti potrà sembrare un’eresia (e neanche io qualche tempo fa avrei mai creduto di poterlo affermare) ma a leggere Happy!, prima commedia di Urasawa a giungere in Italia, ci si rende conto che forse Urasawa se la cava addirittura meglio in quest’ambito più scanzonato che coi suoi famosi thriller.
A rendere grandioso Happy! sono i protagonisti di grande spessore, i rapporti intricati, le psicologie accurate, le situazioni toccanti ma anche tanta ironia, soprattutto le varie gags con protagonisti Kajiki, Sayori e Sango, i tre fratellini di Miyuki, sono assolutamente spassose.

Ci si accorge presto di come l’elemento più importante e riuscito di Happy! siano i personaggi, a partire dalla protagonista che da subito si distingue sia per la sua determinazione che per la sua ingenuità è l’indubbia capacità di farsi mettere i piedi in testa da chiunque. Miyuki infatti vanta quel comportamento da fanciulla garbata, incapace di scorgere malizia nel suo prossimo che, diciamocelo pure, può anche risultare irritante in certi frangenti; ma è anche questo il bello del manga. E dopo alcuni volumi è inevitabile ritrovarsi a parteggiare per questa povera ragazza che calamita ogni genere di sfiga, che si ritrova sempre vittima di intrighi, macchinazioni, tranelli e persino delle ingiurie del pubblico; ma che cocciutamente continua a combattere con le unghie e con i denti preoccupandosi più degli altri che di se stessa. E no, specifichiamo da subito che mai in questo manga si respira buonismo da quattro soldi, come si potrebbe forse sospettare da quanto letto fin qui.
Happy! - Sul campo da tennis
Lo sport, abbiamo detto, non è tutto in questo manga, ma quando c’è appassiona, e molto. I match sono tesi e vari, con belle trovate e tanto di tecniche speciali (nulla di assurdo o troppo fantasioso). Il dinamismo è reso bene dai disegni, con ordine e semplicità. Non vi è forse alcun particolare guizzo artistico, ma vedere Miyuki Umino ritratta mentre dà le spalle all’avversario, tornando al servizio, dopo aver fatto punto, è sempre esaltante.
Urasawa si dimostra già maturo anche come disegnatore: è vero che in Happy! non vi è quasi traccia, ad esempio, delle inquadrature o i giochi di luce drammatici che tanto lo caratterizzeranno nei thriller futuri, ma già sono riconoscibili molti suoi tratti caratteristici, soprattutto nel chara design, nella credibilità dei personaggi, le loro smorfie e il loro dinamismo. I personaggi son tutti molto espressivi, ben caratterizzati, tanto che non se ne trovano due che siano anche solo lontanamente simili.
Un elemento forse abbastanza inedito è rappresentato invece una certa componente maliziosa, lievemente erotica, anche se circoscritta a poche situazioni e ad un paio di personaggi femminili in particolare, Choko (l'acerrima nemica di Miyuki sul campo) in primis.

Happy! è stato pubblicato in Italia da Planet Manga, e il suo esordio forse non fu dei migliori giacché, all’epoca dell’uscita del primo volume, la carta dalla tonalità paglierino (particolarmente odiata ai tempi dai lettori) ed una grammatura scarsa che rendeva le pagine alquanto trasparenti (fortunatamente quest’ultima fu aumentata nei volumi successivi), unitamente al prezzo deluxe, non suscitarono sicuramente entusiasmo nei potenziali acquirenti. La diffidenza del lettore verso questo manga "inusuale" per i canoni di Urasawa, probabilmente avrà fatto il resto.
L’edizione però vanta un formato ampio (21 x 15 cm), volumi da più di 300 pagine (molte a colori), sovraccoperta e cover sottostante con illustrazioni a colori differenti per ogni volume. La qualità di stampa è buona, l'adattamento è scorrevole, non si notano particolari refusi e le onomatopee non sono state ridisegnate, ma presentano delle piccole note nelle vicinanze.
Happy! Personaggi
Purtroppo Happy! non ebbe un grandissimo successo in patria, tanto che Urasawa definisce la sua serializzazione: “Una lotta durata cinque anni e quattro mesi”. Ma il sottoscritto, da lettore, si sente di affermare che ne è valsa sicuramente la pena.
Happy! è un manga estremamente appassionante, strapieno di bei personaggi, vicende ben dirette, temi come la morte, la miseria, la sessualità e l’omosessualità, ed in definitiva sorprendentemente maturo sotto molti aspetti. Certo il lettore più navigato potrebbe storcere il naso dinanzi a certi marchingegni narrativi che vanno puntualmente al loro posto, forse un po’ prevedibilmente; ma nulla che pregiudichi seriamente la godibilità di quest’opera.

Happy! narra la ricerca della felicità. Ci insegna che quando la vita ti spala letame addosso a volontà, quella in cui ci si ritrova è, tutto sommato, una situazione propositiva dalla quale si può solo risalire. E Miyuki Umino lo fa: risale. Combatte, affrontando inesorabilmente ogni problema, uno step alla volta, un servizio dopo l’altro, lanciandosi su ogni palla, anche quelle impossibili, anche quando il suo corpo rischia di cedere, e lo fa col sorriso sulle labbra. Ogni sua azione sembra ribadire serafica: “Don’t worry, be happy”; quando col suo passo deciso va incontro alle difficoltà, e quando a queste se ne aggiungono costantemente altre, lei persevera e va avanti, a volte con la forza della disperazione, ma sempre incurante dei fischi e degli acciacchi. Happy! è sicuramente uno dei migliori manga di Naoki Urasawa finora giunti in Italia.Semplicemente imperdibile.

Fonte AnimeClick

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Crimezone 2, Tradotto da Blacklight Mangascans
Sankarea 34, Tradotto da Blacklight Mangascans
Tutor Hitman Reborn! 323, Tradotto da Hasta traduction team
Tutor Hitman Reborn! 322, Tradotto da Hasta traduction team
Tutor Hitman Reborn! 324, Tradotto da Hasta traduction team

( 36 ) Continua..

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Stato
In Corso
Autore
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Artista
Takeba Kumiko
Genere
Commedia, Drama, Romantico, Scolastico, Seinen, Vita Quotidiana

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